Il fantasma del master plan di Italcementi

 

I quotidiani di questi ultimi due anni sono stati riempiti di dichiarazioni entusiastiche bipartisan, che annunciavano l’imminente arrivo del master plan di Italcementi. La realtà è fatta chiacchiere che hanno solamente cercato di mascherare il fallimento totale dei nostri amministratori. Riportiamo il comunicato del Gruppo “Nuova Monselice“.

Con la delibera del Consiglio Comunale di Monselice (n. 62 del 18.11.2014), si è provveduto ad istituire una commissione consiliare temporanea (F. Lunghi, F. Fontana, C. Guglielmo, S. Bozza, F. Corso), per l’esame delle soluzioni possibili per la riconversione dell’area dove insiste lo stabilimento Italcementi.

Ai commissari, tramite il Sindaco, perviene un testo redatto dalla stessa Italcementi. Senza apportare la minima modifica al documento, il 12 maggio 2015 il Consiglio Comunale, all’unanimità, approva il protocollo di intesa da sottoscrivere tra la società Italcementi S.p.a. proprietaria dell’area, il comune di Monselice, la Provincia di Padova e la Regione del Veneto.

Nel protocollo possiamo leggere che: “La Italcementi S.p.A. si impegna a redigere il master plan a proprie spese e in accordo con le linee guida e i criteri indicati dal presente protocollo d’intesa. Entro sei mesi dalla sottoscrizione del presente atto la società dovrà sottoporre alle amministrazioni la prima stesura del master plan; nella fase di stesura della prima bozza dovranno essere previsti incontri intermedi di verifica con le amministrazioni“.

Bisogna attendere la fine del 2015 per l’approvazione del protocollo da parte della Provincia e gennaio 2016 per quella della Giunta regionale. Nel frattempo, nell’estate 2015, Italcementi rende nota la procedura di vendita alla multinazionale tedesca Heidelberg.

Solo ora qualcuno sembra scoprire che Italcementi, il protocollo che lei stessa ha redatto, non lo ha mai sottoscritto. E forse diventerà carta straccia.

In questi 2 anni, maggioranza e minoranza hanno viaggiato a braccetto facendo l’occhiolino all’assessore regionale Elena Donazzan e magnificando i progressi della “politica del dialogo“.

Non siamo certo contro il dialogo, ma questo deve servire per produrre cose concrete e non le chiacchiere che in questi due anni hanno solamente cercato di mascherare un fallimento totale. Basta leggere i quotidiani per ritrovare dichiarazioni entusiastiche bipartisan che annunciavano l’imminente arrivo di questo fantomatico master plan di Italcementi.

Per due anni si sono illusi lavoratori e cittadini, si sono fatte manovre per escludere comitati e associazioni ambientaliste dagli incontri, per arrivare oggi ad un nulla di fatto.

Malgrado tutta questa vicenda fosse nota ai principali protagonisti, si è proceduto a convocare il 31 marzo 2016 un seminario “Networking sul territorio: formare il team e muoversi in rete”  coordinato dalla dottoressa Elisabetta Cattini, indicata da Italcementi ma retribuita per le attività di  progettazione e di docenza con € 550,00 usciti dalle casse del Comune.

In sostanza due ore di chiacchiere che dovevano servire a costituire un gruppo di lavoro composto da amministratori locali, provinciali e regionali, tecnici e stakeholder (a loro graditi) del territorio per affrontare l’operazione di riconversione dell’area.

  • Ma perché spendere soldi pubblici se non ci sono nemmeno le premesse per l’avvio del master plan?
  • Perché continuare a millantare credito e non dire pubblicamente come stanno le cose?

Insomma, o si cambia registro con un vero coinvolgimento delle realtà del territorio o finirà tutto in una bolla di sapone, con grave danno per tutti.

il gruppo “Nuova Monselice”

 

Un commento su “Il fantasma del master plan di Italcementi”

  1. Perché farsi tutte queste domande,che oramai,sappiamo,conosciamo,siamo accorrente, di questa “mezza bufala”, e abbiamo capito che o tempi saranno enormi, visto che nessuno tirerà mai fuori 1 €?

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