Si terrà a Monselice, Venerdì 1 aprile alle ore 21.00 presso la sala delle Associazioni in Via San Filippo Neri n.19, un incontro pubblico dal titolo: “La grande trama, tra rifiuti e gestione profughi“. Dopo le notizie del grave indebitamento del Bacino Padova Sud, il proposito è quello di denunciare le responsabilità politico/amministrative e ricercare le soluzioni, perché a pagare non siano i cittadini e i lavoratori.
La bassa padovana è da anni al centro di una fitta rete di intrecci che, partendo dai Consorzi di gestione dei rifiuti, si è estesa al business dell’accoglienza dei profughi.
Bacini, consorzi, società, cooperative, associazioni temporanee di impresa hanno costruito una formidabile ragnatela dove alcuni personaggi e tutte le forze politiche hanno speculato in maniera evidente.
Un ceto politico/affaristico trasversale ha prodotto danni ambientali e un debito di decine di milioni di euro che ora rischia di ricadere sulle bollette pagate dai cittadini e sui lavoratori impiegati in questi settori.
Nel frattempo qualcuno di questi responsabili ha pensato bene di togliersi formalmente dal bagordo, per buttarsi a capofitto sulla gestione milionaria dei profughi dove, però, i problemi non mancano…
COME FUNZIONA QUESTO MONDO PARALLELO E COME USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE?
Dopo aver illustrato la rete di intrecci, con i nomi dei suoi componenti,
Ne parliamo con:
– Francesco Peotta Sindaco di Barbona
– Luciano Zampieri Sindaco di Baone
– Mara Bedin Federconsumatori
– Roberta Polese giornalista del Corriere del Veneto e Reteveneta
– Salvatore Livorno “Democrazia e Lavoro” CGIL
Introduce e coordina Francesco Miazzi
Comitato popolare “Lasciateci respirare”
Progetto grafico @linda Red Baldo
Qualche articolo apparso sulla stampa locale in questo periodo







Ma, forse avete individuato il bersaglio con precisione, cioè con nome e cognome ma non mi piace l’aver accostato trama-rifiuti-profughi. Ci sono percorsi precisi che potevano essere colti prima( e che alcuni hanno indicato molti anni fa) e che erano chiari quando si è visto che il politico in questione era contro la raccolta porta a porta nel suo paese nel 1997 e poi diventava presidente del bacino creato per la stessa raccolta. L’errore era allora quello di credere, come spesso accade in Veneto, che il discorso erano i soldi, mentre il soggetto erano i rifiuti e si ripete ora con i profughi. Ma sono cose completamente diverse. Si deve parlare da un lato di rifiuti e da un lato dei profughi e lasciare il mcd(leggi skej) agli arru(a)foni!
Anche in questo caso verranno un sacco di persone ma il rischio di confusione è grosso.