Rotta la cappa di silenzio sui rifiuti tossici sepolti sotto la Valdastico

Una cinquantina i cittadini che sabato 28 novembre hanno dato vita ad un presidio a pochi metri dal casello dell’A 31 di S. Margherita D’Adige. L’iniziativa promossa dal Comitato Popolare “lasciateci respirare” ha raccolto l’adesione del Comitato vicentino No Ecomafie, che da sempre si occupa dei misfatti creati da questa grande opera.

Eloquenti gli striscioni che riportavano le principali rivendicazioni dei partecipanti: “Via i rifiuti dalla Valdastico”, “Valdastico vergogna del Veneto”, “Appalti-legalità: basta entrate e uscite di rifiuti dal veneto”, “Profitto per pochi – danni per tutti”.

Gli interventi che si sono succeduti, Franco Tasinato e Francesco Miazzi per il Comitato “Lasciateci respirare” di Monselice, Anita Filippi, Arnaldo Cestaro e Antonella Zarantonello animatori dei Comitati del territorio che si erano opposti a quest’opera, Patrizia Bartelle Consigliere Regionale M5s, Moreno Ferrari del Comitato LR di Lendinara, hanno evidenziato la gravissima situazione e sollecitato una risposta dalle istituzioni.

L’iniziativa aveva come scopo principale quello di rompere il silenzio sul grave disastro ambientale della “Valdastico sud”, per chiedere l’accertamento delle responsabilità e l’avvio immediato della bonifica dei materiali tossici e nocivi provenienti da lavorazioni industriali, utilizzati per riempire il sottofondo stradale.

Le analisi effettuate hanno, infatti, rilevato la presenza di centinaia di migliaia di tonnellate di scarti di lavorazione industriale, contenenti soprattutto cromo esavalente. Una sostanza mutagena e cancerogena che, una volta raggiunte le falde, potrebbe provocare danni incalcolabili sulla salute delle persone.

Un’opera inutile, come dimostrano le poche migliaia di transiti giornalieri, nociva, come accertato dalla presenza di rifiuti tossici e dalla distruzione ambientale attuate per costruirla, costosa, come evidenziato dai 23 milioni di euro a chilometro. Una grande speculazione che ha garantito lauti profitti a chi l’ha progettata, costruita e gestita, assolutamente inutile per le esigenze di sviluppo e conservazione del territorio.

Franco Tasinato, tra i promotori dell’appello alla mobilitazione, ha affermato: “La Regione Veneto deve attivarsi in ogni modo per affrontare questo gravissimo problema, sul quale troppi pensano di stendere un velo di silenzio. Siamo di fronte ad un disastro ecologico annunciato. Tutti i comuni attraversati dalla Valdastico sud, devono costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari riguardanti l’utilizzo dei rifiuti nella costruzione dell’autostrada”.

Ora – ha dichiarato Francesco Miazzi del Comitato- vanno accertate le responsabilità delle persone coinvolte nelle indagini della Magistratura, dove spiccano politici, industriali, presidenti di consorzi e imprenditori, va attivato subito il percorso della bonifica, ponendo i costi a carico di quelle società e soggetti responsabili diretti ed indiretti. Questo territorio, già massacrato dalle più svariate fonti inquinanti, tra le quali discariche, cementifici, impianti a biogas e mangimifici, sta pagando con ingenti danni alla salute delle persone. Gli amministratori e le istituzioni devono rispondere concretamente a questa situazione”.

La presenza di Rai tre, dei giornalisti locali, dei corrispondenti dei blog territoriali, la diffusione di foto e filmati e degli interventi della mattinata, hanno riportato alla luce una vicenda che troppi vorrebbero far dimenticare.

Ma ciò vorrebbe dire far pagare il conto anche alle future generazioni: per questo Comitati e cittadini hanno promesso di non abbassare la guardia e tenere viva la mobilitazione.

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2 commenti su “Rotta la cappa di silenzio sui rifiuti tossici sepolti sotto la Valdastico”

  1. Buongiorno a tutti, più che un commento ho bisogno d’aiuto! Nessuno mi ascolta, da gennaio/febbraio 2012 la mia vita è radicalmente cambiata. Ho consultato una miriade di medici perchè non stavo bene e quando dicevo loro che secondo me dipendeva da inquinamento o avvelenamento mi davano per matta. Vorrei dare la mia testimonianza, se possibile, e unirmi a voi in questa battaglia abominevole dove l’uomo uccide l’uomo per sete di denaro! Voglio tornare a sentirmi viva!
    ZORZI MICHELA
    3400586714

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