Svelata la grande trama sui rifiuti. Chi paga?

Da parte dei cittadini c’è molta voglia di capire qualcosa sulle vicende relative alla gestione dei rifiuti  sulle oscure circostanze che hanno portato ad un “buco” di trenta milioni di euro nelle casse di Padova T.R.E. Per questo motivo l’incontro organizzato dal Comitato Lasciateci Respirare venerdì 1 aprile ha visto la sala delle Associazioni di Monselice riempirsi di persone che hanno ascoltato attentamente le storie raccontate dai relatori della serata.

I temi sono stati introdotti e coordinati da Francesco Miazzi, del Comitato Lasciateci Respirare, che ha illustrato la situazione della miriade di società, pubbliche e private, che gravitano attorno all’ “affare dei rifiuti”, all’interno delle cui amministrazioni si ritrovano spesso gli stessi nomi, alcuni dei quali coinvolti da inchieste e condanne su illeciti relativi sia ai rifiuti che a frodi di altro genere (vedi ad esempio il caso Cosecon Attiva). Gli affari di queste società si diramano nei più diversi ambiti: dagli impianti a biogas e biomassa, alla gestione del verde, della comunicazione, della gestione delle cave, quello immobiliare,  quello dell’educazione e del sociale: attività che poco o niente hanno a che fare con i rifiuti e la loro gestione nei quali l’interesse speculativo prevale su quello della pubblica utilità.

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Le slide del Comitato Lasciateci Respirare

Miazzi si è soffermato poi su alcune vicende che riguardano il comune di Monselice, quale ad esempio il credito di 850.000 euro che esso vanta nei confronti del Consorzio Padova Sud e certe strane gare, fatte per servizi precedentemente affidati direttamente allo stesso Consorzio, che sono state vinte con ribassi d’asta altissimi dalle stesse aziende che prima svolgevano lo stesso lavoro per conto del Consorzio, a dimostrazione del fatto che ci sarebbe ancora molto da indagare.

Roberta Polese, giornalista del Corriere del Veneto e di Rete Veneta, autrice di numerose inchieste su questi intrecci, non potendo essere presente al dibattito, ha inviato un video autointervista nel quale racconta di un rivolo, poi diventato un fiume, di Padova T.R.E., ovvero Ecofficina Educational cooperativa Sociale Onlus che è la protagonista assoluta, in Veneto, della gestione dei profughi.

Francesco Peotta, sindaco di Barbona, comune della Bassa Padovana è uscito dal Consorzio Padova Sud, ha spiegato come nel suo comune, che ha effettuato direttamente la gara per il servizio dei rifiuti, i costi siano nettamente più bassi, nonostante per la logica delle economie di scala dovrebbe succedere esattamente il contrario.  Ha poi raccontato delle modalità con cui è stata bandita la gara, da parte dell’allora Bacino Padova Tre che ha visto vincere l’associazione temporanea di imprese formata da Padova T.R.E. (di proprietà dello stesso appaltatore Bacino Padova Tre), Sesa, De Vizia ed Abaco.  Infine ha rispolverato la questione del fantomatico Consiglio di Bacino, l’ente terzo che, in osservanza della legge regionale, avrebbe dovuto controllare l’operato del Consorzio Padova Sud, che lo stesso Consorzio ha tentato di avocare a sé con eclatante conflitto di interesse, operazione avvallata dai consigli comunali della gran parte dei comuni.

Salvatore Livorno,  di Democrazia e Lavoro, da molti anni si occupa di questa faccenda, già da quand’era segretario della Cgil funzione pubblica settore rifiuti (poi il distaccamento è stato soppresso) e aveva evidenziato il malaffare che sta dietro a questi appalti pubblici. In questo contesto –  ha fatto notare Livorno –  manca, da parte degli Enti Locali, la capacità di dettare , e di far rispettare , le regole del gioco per produrre servizi pubblici di interesse per la collettività e di redistribuzione della ricchezza; ciò comporta, oltre a perdite in termini di costi che lievitano e servizi che peggiorano, il proliferare di forme di sfruttamento dei lavoratori (vedi le false cooperative che di fatto azzerano i diritti dei soci-lavoratori).  Livorno ha però messo in luce anche un aspetto positivo: l’impegno di questi anni dei cittadini, che hanno effettuato coscienziosamente la differenziazione dei rifiuti, e dei lavoratori addetti al servizio di raccolta e trasporto, che si sobbarcano quotidianamente un’attività molto onerosa anche dal punto di vista fisico, ha portato i comuni del bacino a raggiungere una percentuale molto alta di differenziata.

Un altro aspetto è stato toccato da Mara Bedin, di Federconsumatori Padova: quello della scarsa trasparenza di Padova T.R.E. nei confronti degli utenti ai quali vengono recapitate bollette di fatto illeggibili;  situazione culminata con l’introduzione recente di un balzello non dovuto: quello per il deposito cauzionale dei bidoni che non era previsto nel contratto. Dopo la mobilitazione di Federconsumatori e l’ insurrezione dei cittadini, il Consorzio è stato costretto a fare un passo indietro e a restituire (ancora non è definito quando) la quota indebitamente addebitata.

L’ultimo intervento è stato quello di Luciano Zampieri, che dal maggio del 2014 è il sindaco di Baone, la cui amministrazione ha ereditato l’adesione al Consorzio Padova Sud avvenuta negli anni precedenti. Zampieri ha raccontato come, forte del contratto stipulato, fosse andato a reclamare i circa cinquatamila euro, frutto della vendita del materiale riciclabile al CONAI, che il Consorzio avrebbe dovuto restituire al comune di Baone. E come, invece, gli fosse stato spiegato che la cifra era “tramutata” in servizi di altro tipo che Padova T.R.E. avrebbe potuto fare al comune.  Luciano Zampieri ha poi spiegato che il rapporto dei revisori dei conti, che non evidenziava assolutamente il debito, ha portato al suo – come a quello di quasi tutti i comuni – voto a favore dell’ultimo bilancio del Consorzio Padova Sud.

L’incontro si è concluso con gruppi di persone ferme discutere e a confrontarsi con i relatori, consapevoli che sono ancora molti gli aspetti da chiarire e che bisognerà tenere alta la guardia per evitare che questi pesanti ammanchi vengano riversati sulle bollette dei cittadini virtuosi.

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il mattino di Padova 3 aprile 2016

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