Veneto terra di Venezia: slogan e fatti!

Considerazioni a margine della vicenda Catajo di cui abbiamo parlato anche qui . Un intervento di Gianni Sandon che tra le altre cose sottolinea l’assenza di un Piano Paesaggistico, obbligatorio dagli anni 80, ma che la Regione Veneto non ha ancora approvato.

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Centro Commerciale di Due Carrare: il Consiglio di Stato conferma la legittimità del vincolo paesaggistico intorno al Catajo

 La vicenda, piuttosto intricata sul piano amministrativo e giudiziario, ha inizio nel 1994 quando l’Amministrazione comunale di Carrara San Giorgio cambia la destinazione d’uso a un’area di 150mila mq, adiacente al casello autostradale Terme Euganee, da agricola a commerciale. Siamo in contesto agricolo di pregio, di fronte al complesso monumentale cinquecentesco Castello del Catajo e alla seicentesca Villa veneta La Mincana, ciascuna con le relative ampie pertinenze di grande pregio.

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Che cosa ci raccontano i nomi delle strade

La cancellazione delle donne dalla storia è evidente in ogni ambito: dai libri scolastici alla toponomastica cittadina, la memoria collettiva ignora o dimentica l’operato delle donne. Non è facile far emergere le figure femminili dall’oblio a cui la storiografia ufficiale le ha condannate, come se non avessero partecipato — pur con le limitazioni a loro imposte — agli eventi. A cura di Carla Manfrin

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La verità delle donne – terza parte

Pubblichiamo l’ultima parte degli spunti di riflessione, a cura di Carla Manfrin, tratti dagli atti del convegno promosso dalla rete italiana delle Donne  in Nero il 15 febbraio 2020 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma e riguardano nello specifico la questione di genere nella protezione internazionale, la pratica femminista del processo in Italia e il faticoso dialogo tra violenza di genere e giustizia riparativa. Qui la prima parteQui la seconda parte

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Il Tribunale delle Donne di Sarajevo. La verità delle donne e la narrazione come atto politico.

Seconda parte. Giustizia Femminista: camminare la parola. Questi spunti di riflessione, a cura di Carla Manfrin, sono tratti dagli atti del convegno promosso dalla rete italiana delle Donne  in Nero il 15 febbraio 2020 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma e riguardano nello specifico l’esperienza del Tribunale delle Donne di Sarajevo. Qui la prima parte

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L’anello ciclabile delle città murate non è completato! Verità e proposte.

Il Circolo Legambiente di Este, L’Altra Este e il Comitato popolare “Lasciateci Respirare” denunciano la comunicazione ingannevole della Provincia di Padova: la maggior parte del tratto sud è, infatti, ancora impercorribile e citano il caso emblematico del tratto che dal Sostegno porta a Prà, circa 5 km in comune di Este. Chiedono al Presidente del Parco Colli di assumere iniziative concrete di coordinamento con le amministrazioni interessate per adottare la soluzione cicloturistica ideale e stimolare l’effettiva conclusione dei lavori.

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Giustizia Femminista: camminare la parola. La verità delle donne e la narrazione come atto politico.

Prima parte – Questi spunti di riflessione, a cura di Carla Manfrin, sono tratti dagli atti del convegno promosso dalla rete italiana delle Donne  in Nero, presieduto da Marianita De Ambrogio e da Annalisa Camuzzi , rispettivamente delle Donne in Nero di Padova e di Udine e tenutosi  sabato 15 febbraio 2020 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma.

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Cava Solana: un progetto pericoloso e non conforme

L’oggetto sociale della Ditta Veronese Impianti, il profilo dei riporti proposti, gli articoli di stampa, gli estratti del Progetto Cave e alcune foto dei lavori in atto. Nell’arco di 12 anni si prevede l’apporto di 166.000 mc di materiale di scavo, con l’impiego di oltre 7.000 autotreni. Inspiegabili le autorizzazioni rilasciate dal Parco dei Colli Euganei e dell’Ufficio Tecnico Comunale di Monselice.

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Monselice: via libera ad un nuovo supermercato

L’Amministrazione Comunale di Monselice propone un accordo pubblico-privato che elimina il verde pubblico, per fare spazio al cemento di un nuovo Supermercato, mettendo in pericolo il cono visivo del Colle della Rocca e assestando un altro colpo all’economia e alla vita del centro storico.

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