Nei suoi interventi il Sindaco Francesco Lunghi parla di “insediamento Logistico con un investimento di oltre 250 milioni di euro” e di una ricaduta occupazionale di 400 unità. Tutto da dimostrare, ma il mancato coinvolgimento dei Comuni interessati rappresenta l’ennesima grave lacuna, che potrebbe avere strascichi.
Prima di tutto gli auguri per un Buon 2017. Si è chiuso un anno molto intenso, pieno di iniziative e mobilitazioni. PadovanaBassa.it ha cercato di documentare e dare spazio a molte esperienze di lotta, alle riflessioni culturali, alle contraddizioni sociali, alle problematiche ambientali.
A Monselice c’è stata una rivoluzione. Di quelle che si fanno nei regimi democratici. Perché sì, possiamo votare, abbiamo delle leggi che dovrebbero tutelarci, i vari interessi dovrebbero essere tenuti in considerazione. Dovrebbero, appunto. Quando la democrazia diventa apparenza, serve altro.
Questo il titolo del video girato a Monselice la sera del 30 settembre scorso, durante la manifestazione contro l’utilizzo di CSS nella cementeria, da Massimo Marco Rossi e Ramon Crosilla, videomaker che documentano, attraverso racconti, testimonianze, lotte e proposte alternative, le sciagure ambientali che divorano il Veneto.
Era davvero una emozione straordinaria, venerdì 30 settembre, vedere tutte quelle persone radunate in piazza San Marco a Monselice, per dire NO al CSS. Sul palco si sono avvicendanti in tanti che hanno voluto esprimere il loro punto di vista con toni e sfumature diverse ma tutti unanimi a contrastare questo progetto calato dall’alto, a tradimento.
Il comitato popolare Lasciateci Respirare ha realizzato un filmato che racconta, mettendone in luce gli aspetti problematici, la recente vicenda della cementeria di Monselice, autorizzata dalla Provincia ad utilizzare 52.000 tonnellate l’anno di combustibile ottenuto dai rifiuti (CSS).
Il centro Vittorio Bachelet – una vecchia fattoria acquistata e ristrutturata dall’ente pubblico negli anni ’80 – è stato Centro sociale, sede del Comune di Battaglia e poi sede di una università privata.
Difficoltà di bilancio delle amministrazioni comunali, necessità di interventi di manutenzione facevano ipotizzare la vendita dell’immobile.
Abbiamo tentato di contrastare il rischio di perdere un bene della comunità, cercando di mettere insieme idee, proposte e denaro.
E’ stato costituito un Coordinamento Associativo, formato da quattro associazioni – ANTEAS, AUSER, Centro Sociale Anziani e giovani, La Vespa – quelle che avevano accettato di imbarcarsi nell’avventura di prendersi carico della manutenzione e della gestione dell’edificio.
E’ stato firmato un accordo con il Comune di Battaglia, proprietario dell’edificio, con il quale si conviene di concederne l’uso per sei anni al Coordinamento, che si impegna a sostenere le spese di ripristino della funzionalità e di gestione delle attività.
Il 24 settembre 2016 il Centro sarà ufficialmente aperto al pubblico e alle attività.
Come raggiungere il Centro Bachelet: Dopo il sottopasso ferroviario, in direzione Galzignano, prendere via Leonardo da Vinci (la seconda via a sinistra); in fondo alla via girare a destra in via De Gasperi: subito dopo, all’incrocio con via Manzoni si trova il Centro.
Difendiamo la salute nostra e dei nostri figli! invitiamo a firmare e diffondere. Abbiamo pochissimi giorni. La Petizione è proposta da: Comitato Popolare “lasciateci respirare” – Comitato “E Noi?” – “Il Colibrì – tutti i colori del mondo”.